Come risparmiare sul riscaldamento nella seconda casa.

9 giugno 2017


Vorrei oggi portare alla vostra attenzione una testimonianza che tocca il problema del riscaldamento nelle seconde case.

Ecco di seguito la lettera che ci ha scritto un cliente per riportarci la sua esperienza con il sistema di riscaldamento a pannelli radianti Calorstone:

Sono un lettore di CASA&CLIMA due anni fa ho letto un articolo riguardante nuovi sistemi di riscaldamento elettrici a raggi infrarossi.

Trovai interessante l’argomento e soprattutto, dopo aver letto, comincia a dubitare di alcuni personali pregiudizi (forse della maggior parte degli italiani) sui costi dei riscaldamenti di tipo elettrico.

Premetto che io e mia moglie abbiamo un alloggio in montagna dove quasi ogni fine settimana ci rifugiamo per scappare dallo stress lavorativo; d’inverno ci dedichiamo con passione allo sci, mentre in estate ci rilassiamo con passeggiate immersi nel verde della natura. Unica nota negativa di questo bellissimo “rifugio”…… le spese di riscaldamento. Il nostro alloggio è in una palazzina di tre piani costruita negli anni ’80 ed ha un  riscaldamento con caldaia a gasolio. D’inverno, per trovare caldo l’appartamento il venerdì sera, dovevo programmare l’accensione del riscaldamento il giovedì sera (24 ore che servivano per portare la temperatura fino a 19/20 gradi), poi durante il sabato e la domenica i termosifoni si scaldavano per il mantenimento comandati dal termostato ambiente.

Questo utilizzo faceva si che a fine anno, a conti fatti, con la caldaia a gasolio ci trovavamo ad aver speso circa 2,00 €/ora per riscaldarci. Considerata la spesa eccessiva ci eravamo imposti di trovare delle soluzioni alternative per limitare i costi di riscaldamento: in un primo momento avevamo preso in considerazione un stufa a pellet, subito scartata perché l’alloggio è al terzo piano (non c’e l’ascensore, quindi avrei dovuto portarmi i sacchi da 25kg su per le scale) e perché non ho molto spazio per le scorte di sacchi di pellet; in seconda battuta avevamo pensato ad un camino moderno con la ventilazione, ma oltre ai problemi della canna fumaria, anche con questa soluzione c’era l’inconveniente dello stoccaggio della legna ma soprattutto del portarla fino al terzo piano.

Letto quindi l’articolo su CASA&CLIMA ho cominciato ad informarmi sia su internet che in qualche negozio sulle soluzioni elettriche: ho conosciuto un mondo nuovo, ma soprattutto ho scoperto che i pannelli radianti si dividono in due principali categorie: quelli di vecchia generazione (in vendita nei centri di grande distribuzione) che esteticamente sono decisamente brutti ma soprattutto che consumano molto (1200/1500/1800 watt cadauno), e i pannelli radianti di nuova generazione. Questi ultimi, ancora poco conosciuti e non facili da trovare, sono decisamente più curati a livello estetico, ma soprattutto hanno davvero dei consumi ridotti abbinati ad una resa calorica molto elevata.

In particolare ho conosciuto CALORSTONE, nuovo brand di una azienda storica in Piemonte, l’unica che costruisce i pannelli radianti in marmo: esteticamente bellissimi (più che elementi di riscaldamento sembrano oggetti di arredamento) e con una resa calorica elevatissima. Per il mio piccolo alloggio mi hanno consigliato 3 pannelli (uno da 600watt in sala, uno da 600watt in camera, uno da 300watt in bagno), li ho installati e mi sono slacciato dall’impianto a gasolio rendendomi completamente autonomo.

Quest’anno, terminato l’inverno, ho potuto fare i conti dei consumi rispetto al passato e sono rimasto sbalordito: dallo spendere 2,00 €/ora, siamo passati a 0,40 €/ora (1,5kw di potenza dei tre pannelli moltiplicato per 25 centesimi, che è il costo dell’energia sulla bolletta).

Reputiamo interessante quanto scritto, ma soprattutto i numeri forniti dal nostro cliente che dimostrano uno dei molteplici ambiti di applicazione e risparmio delle soluzioni di riscaldamento elettrico Calorstone.